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Riportiamo un articolo di Unimondo.org sulla sentenza di ieri. Con la consapevolezza che il potere si autodifende sempre, in barba alle stesse leggi che dovrebbe far rispettare. Vedremo come andra’ a finire questa infame storia

“A questo punto la loro sospensione e sostituzione negli incarichi non è rinviabile. La fiducia dei cittadini è stata minata e non può essere recuperata, se non voltando radicalmente pagina. Nessuno può essere considerato inamovibile”.

E’ la parte centrale del commento del ‘Comitato Verità e Giustizia per Genova’ alla sentenza della Corte d’Appello di Genova che ieri ha condannato l’ex capo della Polizia Gianni De Gennaro ed l’ex capo della Digos di Genova Spartaco Mortola per aver istigato alla falsa testimonianza l’ex questore di Genova Francesco Colucci in merito all’irruzione della Polizia nella scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001. Entrambi sono stati ieri condannati, rispettivamente, a un anno e 4 mesi De Gennaro e a un anno e 2 mesi Mortola.

“Le condanne di Gianni De Gennaro e Spartaco Mortola – afferma la nota del ‘Comitato Verità e Giustizia per Genova’ – definiscono un quadro tragico e insopportabile: prima le violenze e i falsi alla scuola Diaz, poi l’ostacolo alle inchieste della magistratura, le promozioni degli imputati di grado più alto e infine – dice la Corte d’Appello – la manipolazione dei testimoni. Aveva ragione, nel luglio 2001, chi chiedeva le dimissioni del Ministro dell’Interno e anche del capo della Polizia De Gennaro, come massimo responsabile dell’ordine pubblico”.

“Oggi – prosegue il Comitato Verità e Giustizia per Genova’ – non ci troveremmo con altissimi dirigenti della Polizia e dei Servizi segreti condannati per fatti gravissimi. A questo punto la loro sospensione e sostituzione negli incarichi non è rinviabile. La fiducia dei cittadini è stata minata e non può essere recuperata, se non voltando radicalmente pagina. Nessuno può essere considerato inamovibile. E aspettiamo ancora le scuse da parte dei più alti responsabili delle istituzioni statali” – conclude la nota.

La sentenza dei giudici della Corte d’Appello, emessa dopo circa tre ore e mezzo di camera di consiglio, ha ristabilito la responsabilità dei fatti ribaltando la sentenza di primo grado in cui Gianni De Gennaro e Spartaco Mortola erano stati soprendentemente assolti per “non aver commesso il fatto”. Ad entrambi è stata ieri applicata la sospensione condizionale della pena e la non menzione mentre è stato disposto il risarcimento danni, in separato giudizio, alle parti civili. Il pg Ezio Castaldi aveva chiesto due anni per De Gennaro e un anno e 4 mesi per Mortola.

Sia l’ex-capo della Polizia, Gianni De Gennaro – che in seguito è stato nominato capo di Gabinetto del Ministero dell’Interno e che dal maggio 2008 è Direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) sia Spartaco Mortola, all’epoca dei fatti numero uno della Digos genovese e attualmente questore vicario di Torino non erano presenti in aula durante la sentenza. Per Mortola la situazione si complica dopo la condanna nel processo Diaz a 3 anni e 8 mesi.

Soddisfatti i legali di parte civile, per l’Associazione Nazionale Giuristi Democratici e per tre parti lese. Il pg Enrico Zucca che insieme ai colleghi Ezio Castaldi e Francesco Albini Cardona ha sostenuto l’accusa, rispondendo ai giornalisti che chiedevano un commento, si è limitato a dire: “Perchè non pensare che le sentenze di primo grado non erano giuste? L’appello serve anche per questo”.

“La condanna a De Gennaro e Mortola è la dimostrazione di quanto sosteniamo dal 2001: i vertici della Polizia erano perfettamente al corrente di quanto stava accadendo alla Diaz, del massacro di decine di persone inermi” – commentano Vittorio Agnoletto (portavoce del Genoa Social Forum ai tempi del G8 di Genova) e Antonio Bruno (Consigliere comunale a Genova, membro del GSF nel 2001). “Se ci sono delle “mele marce” queste sono da cercare innanzitutto in chi in questi anni è stato promosso ai vertici delle Forze dell’ordine e dei Servizi segreti”.

Agnoletto e Bruno affermano quindi che “tutti i condannati, a cominciare da De Gennaro, devono dimettersi dalla cariche che ricoprono. In qualunque Paese europeo sarebbero immediatamente rimossi. Ora deve essere fatta finalmente luce anche su chi furono i mandanti politici di quelle violenze, dei suggessivi depistaggi e di tutte le menzogne dette in seguito per infangare il movimento e il Social Forum”.

Il 18 maggio scorso, i giudici della Corte d’appello avevano ribaltato un’altra sentenza di primo grado, quella per l’irruzione nella scuola Diaz condannando anche la cosiddetta “catena di comando”, infliggendo in totale 85 anni di reclusione. Mentre nel marzo scorso era stata ribaltata anche la sentenza per le torture e le violenze nella caserma di Bolzaneto in primo grado. I giudici di secondo grado avevano dichiarato i 44 imputati tutti responsabili civilmente anche se avevano dichiarato prescritti i reati per la maggior parte condannandone penalmente solo sette. [GB]

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