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Anch’io ho camminato lungo i binari

dove fermavano i treni dei deportati

volevo capire quel poco che posso

della colpa e del dolore

ma sono un uomo troppo piccolo

e questa pianura è troppo vasta e vuota

è terra distesa a sottolineare ciò che manca

è neve caduta a coprire ciò che resta

così dovrebbe essere il silenzio

qualcosa che si vede si tocca e

congela per sempre un angolo del cuore

ad Auschwitz una volta almeno si dovrebbe

andare tutti, rimanere muti muti muti

scegliere un nome a caso fra i sopravvissuti

io ho scelto Rose che allora era bambina

e poi chiedere scusa di essere arrivati troppo tardi

di esser nati troppo tardi

forse di esser nati

di Francesco Tomada

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